{"id":129611,"date":"2026-01-19T16:41:35","date_gmt":"2026-01-19T15:41:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iemj.org\/chamber-works-by-dmitri-klebanov-ernest-kanitz\/"},"modified":"2026-01-20T13:17:29","modified_gmt":"2026-01-20T12:17:29","slug":"chamber-works-by-dmitri-klebanov-ernest-kanitz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iemj.org\/it\/chamber-works-by-dmitri-klebanov-ernest-kanitz\/","title":{"rendered":"Chamber Works by Dmitri Klebanov &amp; Ernest Kanitz"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>ARC Ensemble<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Chandos Records Ltd &#8211; Collection Music in Exile<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Quinto e nono volume della collana \u00abMusic in Exile\u00bb, i CD <em>Musica da camera di Dmitri Klebanov<\/em> e <em>Musica da camera di Ernest Kanitz<\/em>, pubblicati da Chandos nel 2021 e nel 2025, ci fanno scoprire le opere ingiustamente dimenticate di due compositori ebrei, l&#8217;uno ucraino e l&#8217;altro austriaco, vittime dei totalitarismi del XX secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Come per ciascuno dei volumi della collana \u00ab&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.rachelnet.net\/F\/func=find-c&amp;ccl_term=WRD+%3D+%22Music+in+Exile%22&amp;local_base=iemcg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Music in Exile&nbsp;<\/a>\u00bb, il destino di questi due compositori \u00e8 ampiamente documentato nei libretti da&nbsp;<a href=\"https:\/\/promusicahebraica.org\/about-pro-musica-hebraica\/board-of-advisers\/simon-wynberg\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Simon Wynberg<\/a>, direttore dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.rcmusic.com\/performance\/arc-ensemble\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ARC Ensemble<\/a> (Artists of The Royal Conservatory), fondato nel 2002 e con sede in Canada.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"375\" height=\"500\" src=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/4.Dmitri-Klebanov-enfant.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-129502\" style=\"width:200px\" srcset=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/4.Dmitri-Klebanov-enfant.jpg 375w, https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/4.Dmitri-Klebanov-enfant-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Dmitri Klebanov, bambino<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dmitri Klebanov (1907-1987)<\/h3>\n\n\n\n<p>Nato a Kharkiv il 25 luglio 1907 in una famiglia poco incline alla musica, Dimitri inizia a prendere lezioni di violino all&#8217;et\u00e0 di sei anni e tiene il suo primo recital un anno dopo. Sviluppa inoltre una passione per il pianoforte, improvvisando per diverse ore di seguito. Alla Scuola di musica di Kharkiv, Klebanov \u00e8 il pi\u00f9 giovane della sua classe. Nel 1923 viene ammesso all&#8217;Istituto di musica ed arte drammatica, dove \u00e8 allievo del pedagogo e compositore Semion Bogatyrev. Al termine dei suoi studi, nel 1926, all&#8217;et\u00e0 di soli 19 anni, Klebanov ha gi\u00e0 composto due quartetti per archi, un trio con pianoforte, diversi piccoli brani strumentali ed una serie di melodie, opere che saranno senza dubbio perdute o distrutte durante la seconda guerra mondiale. Nel 1927 viene assunto come violista dall&#8217;Orchestra dell&#8217;Opera di Leningrado.<\/p>\n\n\n\n<p>Di ritorno a Kharkiv, Klebanov lavora con Herman Adler, primo direttore dell&#8217;Orchestra di Stato ucraina a met\u00e0 degli anni &#8217;30. Dirige poi l&#8217;Orchestra della Radio di Kharkiv, oltre a varie produzioni teatrali. Nel 1939, il Bolshoi produce il balletto per bambini <em>Aistenok <\/em>(Piccola Cicogna), basato sulla sua opera omonima. Segue un secondo balletto, <em>Svetlana<\/em>, anch&#8217;esso destinato ad un pubblico giovane, che comprende danze ucraine, bielorusse e tartare. Il suo Concerto per violino n. 1 viene creato nel 1940, anno del suo matrimonio con Nina Diakovskaia, allora direttrice del Conservatorio di Stato di Kharkiv.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel giugno 1941, quando la Germania invade l&#8217;Unione Sovietica, Klebanov fa parte dei circa centocinquantamila rifugiati ebrei evacuati a Tashkent, in Uzbekistan. Tra loro ci sono molti artisti, come il giovane compositore polacco Mieczys\u0142aw Weinberg, l&#8217;attore Solomon Mikhoels, la scrittrice Nadejda Mandelstam e la poetessa Anna Achmatova. A Tashkent, Klebanov insegna e compone musica sia per il teatro che per il cinema.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel novembre 1943, le forze sovietiche riconquistano Kiev e la Wehrmacht, in ritirata, incendia la citt\u00e0 gi\u00e0 gravemente danneggiata. Di ritorno in Ucraina, Dimitri, Nina ed il loro neonato Yuri passano diversi mesi in questa citt\u00e0, costretti a vivere in un seminterrato infestato dai topi fino al maggio 1945, quando possono finalmente tornare a Kharkiv. A Kharkiv, Klebanov inizia a lavorare alla sua Prima Sinfonia, che dedicher\u00e0 \u201cAlla memoria dei martiri di Babi Yar\u201d, il tristemente famoso burrone di Kiev dove, per due giorni alla fine di settembre del 1941, saranno assassinati circa trentacinquemila ebrei. Questa sinfonia viene eseguita per la prima volta a Kharkiv nel 1947, nell&#8217;ambito di un concerto interamente dedicato alla musica di Klebanov, che comprende il suo Concerto per violino n. 1 e l&#8217;<em>Ouverture di benvenuto<\/em>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/7.Dmitri-Klebanov-annees-40.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-129536\" style=\"width:320px\" srcset=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/7.Dmitri-Klebanov-annees-40.jpg 600w, https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/7.Dmitri-Klebanov-annees-40-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Dmitri Klebanov, anni &#8217;40<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>L&#8217;entusiasmo con cui fu accolta questa sinfonia le vale altre esecuzioni, a Kharkiv ed a Kiev, ma nel 1949 sorgono problemi quando viene candidata al Premio Stalin. La commemorazione delle vittime ebree piuttosto che sovietiche, attestata in particolare dall&#8217;uso di melodie tradizionali ebraiche e cantillazioni bibliche, fu condannata come \u00abinsolente\u00bb ed antipatriottica. Altre esecuzioni verranno vietate e Klebanov verr\u00e0 denunciato come \u201cnazionalista borghese\u201d e \u201ccosmopolita senza radici\u201d (eufemismo abusato per gli ebrei). Nina parte immediatamente per Mosca per perorare la causa del marito. Prima della guerra \u00e8 stata direttrice dello Studio d&#8217;Opera del Conservatorio di Mosca ed \u00e8 ora direttrice del Ministero della Cultura dell&#8217;Ucraina. Il suo status dar\u00e0 senza dubbio peso alle sue suppliche e Klebanov non sar\u00e0 n\u00e9 imprigionato n\u00e9 deportato. Quest&#8217;episodio lo getta tuttavia nell&#8217;ansia e nell&#8217;angoscia, uno stato d&#8217;animo comune a molti artisti sovietici dell&#8217;epoca. Entra quindi in un esilio interiore, costringendosi a limitare le sue capacit\u00e0 creative e le sue ambizioni estetiche secondo le direttive del potere sovietico. Il suo Quintetto con pianoforte, ad esempio, composto nel 1954, sar\u00e0 oggetto di una commissione per commemorare il tricentenario del Trattato di Pere\u00efaslav, con cui la Russia assumer\u00e0 il controllo dell&#8217;Ucraina. L&#8217;Unione Sovietica celebra questa cosiddetta \u201cgrande alleanza ucraino-russa\u201d con stravaganti festeggiamenti nazionali, che un lealista ucraino come Klebanov deve trovare al tempo stesso artificiosi e scomodi. Il suo contributo sar\u00e0 un quintetto tanto magniloquente quanto prevedibile.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"335\" height=\"500\" src=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/2.Dmitri-Klebanov_Capture-decran-Booklet.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-129482\" style=\"width:200px\" srcset=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/2.Dmitri-Klebanov_Capture-decran-Booklet.jpg 335w, https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/2.Dmitri-Klebanov_Capture-decran-Booklet-201x300.jpg 201w\" sizes=\"(max-width: 335px) 100vw, 335px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La riabilitazione professionale di Klebanov inizier\u00e0 nell&#8217;era Krusciov. Nel 1960, l&#8217;Istituto di Kharkiv lo nomina professore associato. Dieci anni dopo, viene promosso professore ordinario di composizione ed orchestrazione ed impartisce il suo insegnamento ad una generazione di compositori ucraini, tra cui Viktor Sousline, Valentin Bibik, Vitali Houbarenko, Marc Karminski, Boris Jarominski e Vladimir Zolotoukhine. Nel 1966 Klebanov fa parte della giuria del Concorso \u010cajkovskij presieduto dal violinista David O\u00efstrakh e l&#8217;anno successivo viene proclamato \u201cArtista onorario dell&#8217;Ucraina\u201d. Nel 1968 il Comitato centrale dell&#8217;Ucraina propone a Klebanov la direzione dell&#8217;Unione dei compositori ucraini. Questo incarico richiede il suo trasferimento a Kiev, dove la sua carriera ha iniziato ad andare a rotoli, e l&#8217;offerta comporta una condizione irrinunciabile: Klebanov deve aderire al partito comunista. Egli rifiuta categoricamente, con la stessa fermezza con cui non ha mai accettato di associare il proprio nome alle denunce dei dissidenti e dei critici del regime.<\/p>\n\n\n\n<p>A met\u00e0 degli anni &#8217;80, quando Klebanov era ormai un compositore affermato in Ucraina, riceve l&#8217;incarico di comporre un concerto per viola e <em>Silhouettes japonaises<\/em>, un brano per soprano, viola d&#8217;amore ed orchestra. Questi due brani sono gli unici ad aver beneficiato di una diffusione commerciale in Occidente, anche se l&#8217;etichetta discografica sovietica Melodiya ha registrato molte delle sue opere e la Radio ucraina ha spesso trasmesso la sua musica negli anni &#8217;60 e &#8217;70. Nello stesso periodo, diversi direttori d&#8217;orchestra gli chiederanno l&#8217;autorizzazione per eseguire la sua Sinfonia n. 1 dedicata ai martiri di Babi Yar, ma Klebanov sar\u00e0 categorico sul fatto che la sua esecuzione successiva dovr\u00e0 essere postuma. Sar\u00e0 infine ripresa nel 1990, circa tre anni dopo la sua morte, avvenuta il 6 giugno 1987.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/COUV-Klebanov.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-129474\" style=\"width:220px\" srcset=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/COUV-Klebanov.jpg 600w, https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/COUV-Klebanov-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/COUV-Klebanov-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/COUV-Klebanov-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il catalogo delle opere di Klebanov comprende nove sinfonie, diverse opere di musica da camera, due concerti per violino e due per violoncello, vari brani per violino e pianoforte, opere liriche, balletti, un centinaio di canzoni (la maggior parte delle quali rimangono inedite) e circa venti colonne sonore. Nel 1972 ha inoltre pubblicato a Kiev due importanti opere teoriche, <em>L&#8217;arte dell&#8217;strumentazione<\/em> ed <em>I fondamenti estetici dell&#8217;strumentazione<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sources&nbsp;: \u00a9 2021 Simon Wynberg \u2013 Livret du CD <em>Chamber Works by Dmitri Klebanov<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:15px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"ARC Ensemble Performs Dmitri Klebanov\u2019s String Quartet No. 4 (III Scherzando)\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7FzMMN3B01A?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Scherzando<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"ARC Ensemble Performs Dmitri Klebanov\u2019s Piano Trio No. 2 (II Scherzo)\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/HTxAcipIsXw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Scherzo<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:15px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"402\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/3.Ernest-Kanitz-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-129491\" style=\"width:200px\" srcset=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/3.Ernest-Kanitz-3.jpg 402w, https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/3.Ernest-Kanitz-3-251x300.jpg 251w\" sizes=\"(max-width: 402px) 100vw, 402px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ernest Kanitz (1894-1978)<\/h3>\n\n\n\n<p>Per molti aspetti, il percorso di Ernest Kanitz \u00e8 simile a quello di altri compositori della collezione \u00abMusic in Exile\u00bb. Nato il 9 aprile 1894 in una ricca famiglia ebrea viennese, Ernest Kanitz viene incoraggiato dalla madre, pianista, a dedicarsi alla musica. Inizia a prendere lezioni di pianoforte all&#8217;et\u00e0 di sette anni e gi\u00e0 l&#8217;anno successivo compone le sue prime opere. Durante l&#8217;adolescenza lavora con Richard Heuberger, famoso critico e compositore appassionato di musica corale, e pi\u00f9 tardi con Franz Schreker, senza dubbio il compositore-pedagogo pi\u00f9 influente d&#8217;Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1920, sposa Gertrud Reif, una pianista di talento che ha seguito i seminari di composizione di Arnold Sch\u00f6nberg. Nel 1922, ottiene un posto come professore di armonia, contrappunto e composizione al Nuovo Conservatorio di Vienna. Durante gli anni &#8217;20 e &#8217;30, le opere di Kanitz vengono eseguite al Festival di Salisburgo, in Germania, a Rotterdam ed a Parigi. Vengono anche trasmesse frequentemente alla radio, in particolare su Radio Wien. Ma Kanitz diventa famoso soprattutto come direttore del <em>Wiener Frauen-Kammerchor<\/em> (Coro da camera femminile di Vienna), da lui fondato nel 1930. Il coro si esibisce al Musikverein di Vienna, a Budapest, Brno e Parigi, conquistando un pubblico ampio ed entusiasta. I vari programmi del coro comprendono opere di Kod\u00e1ly, Honegger e Stravinsky, oltre a composizioni ed arrangiamenti dello stesso Kanitz. Il suo status viene riconosciuto nel 1933, quando entra a far parte del consiglio di amministrazione dell&#8217;Associazione dei compositori austriaci.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"327\" height=\"479\" src=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/5.Ernest-Kanitz-avec-ses-parents-et-sa-grande-soeur-Vienne-1895.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-129508\" style=\"width:200px\" srcset=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/5.Ernest-Kanitz-avec-ses-parents-et-sa-grande-soeur-Vienne-1895.jpg 327w, https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/5.Ernest-Kanitz-avec-ses-parents-et-sa-grande-soeur-Vienne-1895-205x300.jpg 205w\" sizes=\"(max-width: 327px) 100vw, 327px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Ernest Kanitz, bambino a destra con i genitori e la sorella &#8211; Vienna 1895<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Sebbene si sia convertito al cristianesimo nel 1914, le sue origini ebraiche lo costringeranno a fuggire da Vienna dopo l&#8217;annessione dell&#8217;Austria alla Germania nazista. All&#8217;inizio di giugno del 1938, la famiglia Kanitz parte per i Paesi Bassi. Si embarcano sulla SS Veendam a Rotterdam e sbarcano ad Hoboken, nel New Jersey, il 26 luglio, con l&#8217;aiuto del Comitato americano per i rifugiati cristiani. Dopo un breve soggiorno a New York, Kanitz e sua moglie Gertrude si stabiliscono a Rock Hill, nella Carolina del Sud, dove lui ottiene un posto d&#8217;insegnante. Dopo la prematura scomparsa di Gertrude, stroncata da un tumore, Kanitz si trasferisce in California, dove intraprende una brillante carriera come insegnante presso la University of Southern California (USC). Qui incontra il compositore Ernst Toch, anch&#8217;egli di origini ebraico-viennesi, che diventer\u00e0 un suo caro amico.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"378\" height=\"479\" src=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/6.Ernest-Kanitz_adulte.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-129513\" style=\"width:200px\" srcset=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/6.Ernest-Kanitz_adulte.jpg 378w, https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/6.Ernest-Kanitz_adulte-237x300.jpg 237w\" sizes=\"(max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>Ernest Kanitz, ca 1970<\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nel 1960, il suo pensionamento dalla USC gli lascia molto pi\u00f9 tempo per dedicarsi alla composizione, anche se continua ad insegnare ed a tenere conferenze. Gli anni &#8217;60 sono quindi caratterizzati da una serie di successi notevoli. Il suo Concerto per fagotto (1962), eseguito per la prima volta nell&#8217;aprile 1964 dalla San Francisco Symphony Orchestra diretta da Josef Krips, viene poi inserito nel programma di Eugene Ormandy e della Philadelphia Orchestra, nonch\u00e9 di Zubin Mehta e della Los Angeles Philharmonic Orchestra. <em>Sinfonia Seria<\/em> (1963), la prima sinfonia di Kanitz, viene eseguita per la prima volta dall&#8217;Orchestra Sinfonica di Saint Louis sotto la direzione di Eleazar de Carvalho nell&#8217;ottobre 1964, mentre la sua Seconda Sinfonia (1965) viene eseguita da Josef Krips e dall&#8217;Orchestra Sinfonica di San Francisco nel dicembre 1968. Negli anni &#8217;70, la sua carriera di insegnante e compositore rallenta progressivamente con il deteriorarsi della sua salute e della sua vista. Kanitz muore a Menlo Park, in California, il 7 aprile 1978 e viene sepolto accanto a Gertrud a Due West, nella Carolina del Sud.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/COUV-Kanitz.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-129469\" style=\"width:220px\" srcset=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/COUV-Kanitz.jpg 600w, https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/COUV-Kanitz-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/COUV-Kanitz-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/COUV-Kanitz-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Dopo la sua morte, la sua musica \u2013 che comprende pi\u00f9 di quaranta opere per ensemble vocale, musica da camera, opera da camera e varie formazioni orchestrali \u2013 cade nell&#8217;oblio, come quella di tanti altri compositori emigrati.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonti: \u00a9 2025 Simon Wynberg \u2013 Comunicato stampa e libretto del CD <em>Chamber Works by Ernest Kanitz<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:15px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Ernest Kanitz | Violin Sonata, op. 10 | Performed by ARC Ensemble\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/eP2qo9O48R4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; 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