{"id":48931,"date":"2010-03-30T15:12:57","date_gmt":"2010-03-30T13:12:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iemj.org\/le-klezmer-musique-dhier-et-daujourdhui\/"},"modified":"2023-10-09T17:45:01","modified_gmt":"2023-10-09T15:45:01","slug":"le-klezmer-musique-dhier-et-daujourdhui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iemj.org\/it\/le-klezmer-musique-dhier-et-daujourdhui\/","title":{"rendered":"KLEZMER: MUSICA DI IERI E DI OGGI"},"content":{"rendered":"<p>Il Klezmer \u00e8 una musica strumentale festosa che un tempo veniva suonata nelle comunit\u00e0 ebraiche dell&#8217;Europa orientale per accompagnare i matrimoni o le gioiose feste religiose, come la festa di carnevale di <em>Purim<\/em>, la celebrazione della Torah (<em>Simhat Torah<\/em>), o l&#8217;apertura di una nuova sinagoga. Come la maggior parte delle tradizioni musicali ebraiche, il klezmer \u00e8 una musica dell&#8217;esilio <span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_1');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_1');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_48931_1_1\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">[1]<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_1\" class=\"footnote_tooltip\">Come possiamo dimenticare che il popolo ebraico ha trascorso pi\u00f9 della met\u00e0 della sua esistenza al di fuori di qualsiasi casa nazionale? Tanto che il termine greco &#8220;diaspora&#8221;&nbsp;&#x2026; <span class=\"footnote_tooltip_continue\"  onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_1');\">Lire la suite<\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_48931_1_1').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_1', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top center', relative: true, offset: [-7, 0], });<\/script>fortemente segnato dal suo ambiente geografico e culturale. Ma nell&#8217;Europa dell&#8217;Est, composta da un ghiacciaio di popoli con lingue e costumi diversi, questo ambiente era estremamente fluido. La musica klezmer ha preso in prestito da entrambe le parti, generando cos\u00ec una pratica ricca e plurale che non ha mai smesso di evolversi nel tempo e nello spazio.<\/p>\n<p>Prendere in considerazione il fenomeno klezmer oggi significa quindi studiare come un genere musicale nasce, si evolve e si trasforma nel corso della storia. \u00c8 anche considerare la musica in una data societ\u00e0 e l&#8217;inevitabile interazione tra questi due elementi.<\/p>\n<p><strong>Etimologia<\/strong><br \/>Il termine\u00a0&#8220;klezmer&#8221; deriva dall&#8217;ebraico &#8220;kli zemer&#8221; che significa &#8220;strumenti di canto&#8221;. Fu in un manoscritto del XVI secolo nel Trinity College di Cambridge che &#8220;klezmer&#8221; fu usato per la prima volta per descrivere il musicista e non lo strumento <span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_2');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_2');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_48931_1_2\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">[2]<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_2\" class=\"footnote_tooltip\">Una parte significativa della documentazione in questo articolo proviene dal sito web di Michel Borzykowski (http:\/\/borzykowski.users.ch) che ha fatto un notevole lavoro di riassunto&nbsp;&#x2026; <span class=\"footnote_tooltip_continue\"  onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_2');\">Lire la suite<\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_48931_1_2').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_2', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top center', relative: true, offset: [-7, 0], });<\/script>. Il termine \u00e8 peggiorativo: in gergo, si riferisce a un ladro, un criminale. All&#8217;inizio del XX secolo, &#8220;klezmer&#8221; era usato per descrivere un musicista autodidatta che suonava musica popolare ad orecchio. Secondo il cantante di origine polacca Shalom Berlinski (1918 &#8211; 2008), &#8220;Negli anni &#8217;20 e &#8217;30, non esisteva un termine ben definito per gli strumentisti che suonavano per i matrimoni. Il termine &#8220;klezmer&#8221; &#8211; che \u00e8 usato oggi a tutti gli effetti &#8211; era un termine peggiorativo per un povero che suonava musica volgare e poco sofisticata. I klezmers non erano musicisti molto popolari. Quando suonavano, ognuno aggiungeva l&#8217;armonia, quello che gli veniva in mente, secondo il suo talento, secondo la sua ispirazione. Non valeva molto, non valeva niente&#8221; <span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_3');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_3');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_48931_1_3\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">[3]<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_3\" class=\"footnote_tooltip\">Intervista con il cantore Shalom Berlinski (1918-2008) registrata da H. Roten il 24 settembre 2003.<\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_48931_1_3').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_3', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top center', relative: true, offset: [-7, 0], });<\/script> Ma al giorno d&#8217;oggi il termine \u00e8 arrivato ad essere usato per lodare il musicista, e nel linguaggio comune \u00e8 anche usato per descrivere la musica tradizionale ebraica dell&#8217;Europa orientale, cos\u00ec come tutti i suoi derivati pi\u00f9 contemporanei.<\/p>\n<p><strong>Percorso storico<\/strong><br \/>I klezmer\u00a0di oggi sono quindi i discendenti dei musicisti itineranti ebrei che possono essere fatti risalire all&#8217;epoca romana. Fino alla fine del Medioevo, molti ebrei si unirono alla classe universale di acrobati e altri intrattenitori. Paradossalmente, il loro status inferiore di musicisti garantiva loro una certa forma di indulgenza a cui i loro correligionari pi\u00f9 ricchi non avevano diritto. Cos\u00ec troviamo menzione di musicisti ebrei attaccati alle corti sia dei re cristiani che dei califfi musulmani.<\/p>\n<p>Questi menestrelli o giocolieri ebrei suonavano un repertorio internazionale, composto principalmente da canzoni, pezzi strumentali, ma anche recitazioni di lunghe epopee e vari tipi di poesia. Nel XIII secolo, praticarono la loro arte in compagnia dei trovatori provenzali, dei trouv\u00e8res del nord della Francia e dei Minnes\u00e4nger dei paesi d&#8217;oltre Reno.<\/p>\n<p>A partire dal XVI secolo, la pratica strumentale dei klezmer fu severamente limitata, da un lato dalle autorit\u00e0 civili che concedevano il permesso di suonare ad un numero limitato di musicisti (a Metz nel XVII e XVIII secolo, solo tre musicisti &#8211; o addirittura quattro, per i matrimoni &#8211; erano ammessi), e dall&#8217;altro lato dalle stesse autorit\u00e0 religiose ebraiche che vedevano di cattivo occhio l&#8217;infatuazione dei fedeli per questa musica, che non era conforme all&#8217;etica ebraica.<\/p>\n<p>Tuttavia, i klezmer erano regolarmente invitati dalle comunit\u00e0 a suonare in varie occasioni di festa. A Praga, dove formarono una vera e propria corporazione, la vita musicale era intensa. La ricezione del sabato ha dato origine a veri e propri concerti spirituali. A Praga, per esempio, nel 1678, ci fu una grande processione con pi\u00f9 di venti strumentisti, un coro di cantanti e i loro assistenti e due cori di fedeli. I klezmer erano anche richiesti per le celebrazioni che la comunit\u00e0 dava in favore dell&#8217;imperatore regnante. Ma tali occasioni non si presentavano tutti i giorni. Per guadagnarsi da vivere, il musicista ebreo professionista si esibiva anche per un pubblico cristiano. Infatti, i klezmer hanno costruito dei ponti tra il mondo ebraico e quello non ebraico. Cos\u00ec, i musicisti ebrei suonavano nelle orchestre locali e i musicisti non ebrei suonavano nelle orchestre ebraiche chiamate <em>kapelyes<\/em>, <em>kompaniye<\/em> o <em>orkestr<\/em>. Gli scambi musicali tra ebrei e zingari avevano luogo quotidianamente <span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_4');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_4');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_48931_1_4\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">[4]<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_4\" class=\"footnote_tooltip\">Questa interazione tra ebrei e zingari \u00e8 il risultato di un destino comune (stesso status basso e stile di vita itinerante) cos\u00ec come una predilezione per la musica di influenza orientale. La&nbsp;&#x2026; <span class=\"footnote_tooltip_continue\"  onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_4');\">Lire la suite<\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_48931_1_4').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_4', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top center', relative: true, offset: [-7, 0], });<\/script>.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio del XX secolo, centinaia di migliaia di ebrei dell&#8217;Europa centrale e orientale, in fuga dai pogrom e dalla miseria, emigrarono negli Stati Uniti. Tra loro c&#8217;erano molti musicisti che trovarono lavoro in teatri, cabaret, hotel, caff\u00e8, circhi e pi\u00f9 tardi cinema. La comunit\u00e0 ebraica americana ha continuato a cercare musicisti klezmer per i matrimoni e altre celebrazioni tradizionali. Presto ebbero i loro caff\u00e8, ristoranti, cabaret e stazioni radio dove i musicisti potevano esibirsi. Il teatro yiddish era anche un luogo dove cantanti, musicisti e compositori potevano dare libero sfogo al loro talento. Una nuova generazione di attori e cantanti, come Aaron Lebedeff (1873-1960) e Molly Picon (1898-1992), emerse in questo periodo.<\/p>\n<p>Durante la seconda guerra mondiale, l&#8217;Europa centrale e orientale fu svuotata dei suoi ebrei (&#8220;Judenrein&#8221;) dalla barbarie nazista. Intere comunit\u00e0 sono scomparse, portando con s\u00e9 una cultura secolare. Ma negli Stati Uniti, la musica klezmer ha potuto sopravvivere e persino prosperare come musica da ballo e da festa grazie a musicisti come Abe Schwartz (1881-1963), Harry Kandel (1885-1943), Naftule Brandwein (1889-1963) e Dave Tarras (1897-1989). L&#8217;industria discografica americana, intuendo i potenziali profitti, si interess\u00f2 a questo repertorio alla fine del XIX secolo. Tra il 1894 e il 1942, circa 50.000 dischi di musica ebraica &#8211; 700 dei quali solo klezmer &#8211; furono fatti.<\/p>\n<p>Dopo la seconda guerra mondiale, la tendenza all&#8217;assimilazione culturale e al sionismo tra gli ebrei americani releg\u00f2 la musica ebraica ai margini. La creazione dello Stato di Israele nel 1948 port\u00f2 ad una nuova agenda culturale e linguistica che non guardava pi\u00f9 all&#8217;Europa dell&#8217;Est; l&#8217;ebraico sostitu\u00ec lo yiddish e la nuova cultura israeliana divenne un punto di riferimento obbligatorio per la diaspora.<\/p>\n<p>Tuttavia, negli anni &#8217;70 e &#8217;80, l&#8217;interesse per la cultura yiddish \u00e8 riemerso. E attraverso il lavoro di alcuni pionieri come il clarinettista Giora Feidman, Henry Sapoznik (del gruppo <em>Kapelye<\/em>) e Lev Liberman (<em>The Klezmorim<\/em>), riapparve una musica che fu chiamata &#8220;klezmer&#8221; per lo stesso caso in cui la musica irlandese fu chiamata &#8220;celtica&#8221;.<\/p>\n<p>A partire dagli Stati Uniti, questa &#8220;nuova ondata&#8221; di klezmer raggiunse presto l&#8217;Europa e Israele. Nel 1970, il movimento revivalista klezmer aveva 3 orchestre negli Stati Uniti; nel 1990, ce n&#8217;erano pi\u00f9 di 50, di cui 10 nella sola area di New York <span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_5');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_5');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_48931_1_5\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">[5]<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_5\" class=\"footnote_tooltip\">PAYEN Dominique, <em>La musique klezmer et les klezmorim de Berkeley<\/em>, tesi di master, Universit\u00e0 di Rouen, ottobre 1990, p. 31.<\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_48931_1_5').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_5', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top center', relative: true, offset: [-7, 0], });<\/script>. In Francia, nuovi gruppi di musica klezmer si formano ogni anno e il numero di registrazioni dedicate a questo genere aumenta rapidamente. I professionisti sono d&#8217;accordo: &#8220;Con un po&#8217; pi\u00f9 di vent&#8217;anni di ritardo rispetto agli Stati Uniti, il fenomeno Klezmer si sta diffondendo in Francia, interessando sia i musicisti professionisti che i dilettanti. Questi ultimi si iscrivono sempre pi\u00f9 numerosi ai &#8220;Klezkamps&#8221; alla francese, come quello organizzato per la prima volta a Parigi nel febbraio 2003 alla Maison de la Culture Yiddish o i corsi klezmer &#8220;<em>Yiddishland \u00e0 la rencontre des C\u00e9vennes<\/em>&#8220;, la cui quarta edizione ha avuto luogo nel luglio 2003.<\/p>\n<p>Se il klezmer \u00e8 vivo e vegeto, si \u00e8 evoluto notevolmente, come dimostrano gli strumenti e il repertorio attualmente in uso.<\/p>\n<p><strong>Gli strumenti della musica klezmer<\/strong><br \/>Gli\u00a0strumenti suonati dai klezmer sono sempre stati vari: principalmente il violino e altri strumenti ad arco (viola, violoncello, contrabbasso), ma anche il clarinetto, il flauto, il tamburo e i piatti, e nel ventesimo secolo gli ottoni. Secondo Henry Sapoznik, &#8220;<em>l&#8217;importante era la loro capacit\u00e0 di assumere il repertorio locale, la possibilit\u00e0 di essere prodotti o riparati localmente e la loro portabilit\u00e0&#8221;<\/em><span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_6');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_6');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_48931_1_6\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">[6]<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_6\" class=\"footnote_tooltip\">SAPOZNIK Henry, Klezmer ! <em>Jewish Music from old World to Our World<\/em>, New-York, Schirmer books, 1999.<\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_48931_1_6').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_6', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top center', relative: true, offset: [-7, 0], });<\/script>.<\/p>\n<p>Nei secoli XVII e XVIII, gli ensemble klezmer consistevano principalmente in un liuto od in un piccolo ensemble di strumenti a corda &#8211; di solito due violini ed una viola da gamba. Il cymbalum (una cetra da tavolo colpita con piccoli mazzuoli) era anche usato a volte, il suo suono morbido e vorticoso completava il gioco virtuoso dei violini. In Ucraina nel XVIII e XIX secolo, la legge divideva gli strumenti musicali in due categorie: &#8220;forti&#8221; (ottoni e percussioni) e &#8220;morbidi&#8221; (archi e flauti). Gli ebrei erano autorizzati a giocare solo al secondo tipo. Ma verso la seconda met\u00e0 del XIX secolo, probabilmente in relazione con le bande militari e la musica di coscrizione, gli ensemble klezmer iniziarono a includere strumenti a fiato, soprattutto il clarinetto, e poi gradualmente gli ottoni. La fisarmonica a bottoni della fine del XIX secolo era anche molto popolare, ma costosa e quindi rara. Gli strumenti a percussione erano spesso ridotti ad un semplice tamburo (<em>tshekal<\/em>) od ad una grancassa (<em>puk<\/em> o <em>baraban<\/em>) con o senza piatti (<em>tats<\/em>).<\/p>\n<p>Alla fine del XIX secolo, per ottenere un migliore equilibrio, il numero di strumenti ad arco fu aumentato. Questo port\u00f2 alla creazione di orchestre pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>Le prime registrazioni &#8211; in Europa dal 1897, e soprattutto negli Stati Uniti &#8211; influenzarono anche la composizione delle orchestre. Le prime registrazioni conosciute di musica klezmer sono principalmente di piccoli ensemble del tipo: due violini e un cymbalum con la possibile aggiunta di una fisarmonica. A poco a poco, per\u00f2, le case discografiche favorirono i fiati e gli ottoni a causa dei mezzi tecnici di registrazione dell&#8217;epoca, che si adattavano meglio al suono pi\u00f9 potente e direzionale degli ottoni che a quello degli strumenti a corda. La tuba ha cos\u00ec sostituito il contrabbasso. Negli Stati Uniti, sotto l&#8217;influenza del jazz, furono usati anche il sassofono e il banjo. Oggi, gli ensemble klezmer, soccombendo all&#8217;onda della world music, possono integrare non solo chitarre, pianoforti, ma anche strumenti etnici come il didjeridoo o la tabla!<\/p>\n<p><strong>Il repertorio<\/strong><br \/>La\u00a0musica klezmer \u00e8 estremamente composita. Dal movimento chassidico <span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_7');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_7');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_48931_1_7\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">[7]<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_7\" class=\"footnote_tooltip\">Il chassidismo \u00e8 un movimento mistico nato in Podolia nella prima met\u00e0 del XVIII secolo. Sostiene l&#8217;accesso al divino attraverso esperienze collettive ed estatiche basate in particolare sulla&nbsp;&#x2026; <span class=\"footnote_tooltip_continue\"  onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_7');\">Lire la suite<\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_48931_1_7').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_7', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top center', relative: true, offset: [-7, 0], });<\/script>, ha preso in prestito la gioia, il fervore e soprattutto i <em>niggunim<\/em>, quelle melodie senza parole facili da memorizzare e ripetere. Vi aggiunse, in una sottile miscela, melodie popolari ebraiche e non ebraiche, musica da ballo secolare e musica sinagogale. Come nell&#8217;arte klezmer, lo stile cantoriale ashkenazita (<em>hazzanout<\/em>) include molti ornamenti. Inoltre, utilizza gli stessi modi e persino gli stessi motivi. L&#8217;influenza dell&#8217;<em>hazzanut<\/em> sulla musica strumentale ebraica \u00e8 evidente nei nomi di alcuni ornamenti, come il krach (sospiro), che provengono direttamente dalla tradizione cantoriale.<\/p>\n<p>Tuttavia, era soprattutto durante le danze e le cerimonie ebraiche che i klezmer potevano far fiorire il loro talento; ogni circostanza aveva il suo tipo di musica: per i pasti e la meditazione, si suonavano soprattutto i <em>niggunim<\/em>. Ma la maggior parte del repertorio klezmer era tradizionalmente legato ai matrimoni, che contengono non solo musica da ballo (<em>broyges tants<\/em>: danza di riconciliazione tra suocere; <em>patsh<\/em> <em>tants<\/em>: applausi; <em>freilekh<\/em>: danza circolare; <em>sher<\/em>: quadriglia; ecc.) ma anche musica rituale e processionale (l&#8217;arrivo e la partenza degli ospiti, la processione degli sposi sotto il baldacchino nuziale (la <em>khupa<\/em>), ecc.)<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 ampio repertorio klezmer include anche molte canzoni yiddish, sia tradizionali che recenti. Questo non \u00e8 sorprendente se si sa, da un lato, che i matrimoni tradizionali erano ospitati da un <em>badkhan<\/em>, un maestro di cerimonie che svolgeva anche il ruolo di improvvisatore comico, parodista o moralista, e persino cantante; e dall&#8217;altro, che la festa di Purim (che commemora la salvezza degli ebrei di Persia da parte della regina Ester) era anche l&#8217;occasione per spettacoli (<em>Pourimshpil<\/em>) con musicisti, attori e cantanti.<\/p>\n<p>Anche se il repertorio \u00e8 vario, resta il fatto che il klezmer \u00e8 un genere musicale facilmente riconoscibile, anche dai profani. Quali sono le sue principali caratteristiche musicali?<\/p>\n<p><strong>Sistematica musicale<\/strong><br \/>La\u00a0musica klezmer prende in prestito la sua concezione dalla musica orientale: la melodia ha il posto primordiale e il discorso si sviluppa linearmente grazie all&#8217;ornamentazione e all&#8217;improvvisazione modale. Ma ci\u00f2 che colpisce di pi\u00f9 quando si ascolta la musica klezmer \u00e8 una sensazione di libert\u00e0, anche di caos sonoro. Come se tutti gli strumenti parlassero allo stesso tempo! Eppure, tutti dicono la stessa cosa, tutti fanno riferimento allo stesso modello melodico, ma ognuno lo sviluppa a modo suo. Siamo davvero in una relazione di eterofonia, come quella che regna nella sinagoga quando ogni membro della congregazione intona la preghiera alla propria altezza e velocit\u00e0, con il proprio fraseggio e ornamento preferito.<\/p>\n<p>L&#8217;armonia, tuttavia, non \u00e8 totalmente assente; \u00e8, tuttavia, soggetta alla melodia: cos\u00ec, un solo accordo pu\u00f2 bastare per un&#8217;intera sezione del pezzo, sia essa di 8, 16 o 24 battute! \u00c8 l&#8217;attrito tra la melodia e l&#8217;armonia sottostante che produce la dissonanza e crea la tensione melodica tipica di questa musica.<\/p>\n<p>L&#8217;ornamentazione \u00e8 estremamente ricca e varia (<em>krekhts<\/em>: gemito, <em>dreydelekh<\/em>: grupetto, <em>tshok<\/em>: sonaglio, ecc.) Il vibrato \u00e8 usato raramente, ma le note lunghe sono arricchite da trilli. I glissandi sono spesso usati dai violinisti ma anche da altri strumentisti. Infine, l&#8217;avvicinamento di una nota \u00e8 spesso fatto dalla sua appoggiatura inferiore.<\/p>\n<p>L&#8217;improvvisazione \u00e8 frequentemente usata nella musica klezmer. Originariamente, consisteva nel modificare il fraseggio, le articolazioni o gli ornamenti di una melodia, o nell&#8217;aggiungere &#8220;abbellimenti&#8221; ad essa. Ma questo concetto si \u00e8 naturalmente evoluto molto nel XX secolo sotto l&#8217;influenza del jazz, con la comparsa di assoli basati sulle griglie di accordi del tema.<\/p>\n<p>La musiche klezmer utilizzano principalmente cinque tipi principali di modi: il modo maggiore, i modi minori (naturale, armonico e ascendente melodico) e tre modi sinagogali (<em>shtaygerim<\/em> <span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_8');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_8');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_48931_1_8\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">[8]<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_8\" class=\"footnote_tooltip\">Lo shtayger (o steiger) &#8211; un termine che significa &#8220;modo&#8221; o &#8220;maniera&#8221; in yiddish &#8211; \u00e8 un modello melodico che serve come base per l&#8217;improvvisazione del&nbsp;&#x2026; <span class=\"footnote_tooltip_continue\"  onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_8');\">Lire la suite<\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_48931_1_8').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_8', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top center', relative: true, offset: [-7, 0], });<\/script>): <em>Ahava Raba<\/em> (grande amore), <em>Mi sheberakh<\/em> (colui che benedice) e <em>Adonoi molokh<\/em> (Dio Re), dal nome dell&#8217;incipit di famose preghiere. Questi <em>shtaygerim<\/em> sono definiti da una modalit\u00e0 formale molto simile a quella dei modi arabi (maqamat) o indiani (raga). Possono utilizzare un numero di note inferiori o superiori all&#8217;ottava (in questo caso, le note dell&#8217;ottava superiore non sono necessariamente identiche a quelle dell&#8217;ottava inferiore: cfr. <em>Adonoi molokh<\/em>); le pendenze ascendenti e discendenti della scala possono essere diverse ((<em>Mi sheberakh<\/em>)); lo svolgimento melodico \u00e8 governato da regole rigide (gerarchia tra i gradi: note di cadenza, semicadenza, ecc.) e l&#8217;uso di formule o motivi caratteristici del modo <span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_9');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_9');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_48931_1_9\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">[9]<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_9\" class=\"footnote_tooltip\">Cf. AVENARY, Hanoch, \u201c<em>Shtayger<\/em>\u201c, Encyclopaedia Juda\u00efca, Jerusalem, Keter Publishing House, 1972, vol. 14, pp. 1464-1466.<\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_48931_1_9').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_9', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top center', relative: true, offset: [-7, 0], });<\/script>.<\/p>\n<p>I ritmi, generalmente binari, prendono in prestito le caratteristiche delle danze a cui si riferiscono (<em>khosidl<\/em>, <em>hora<\/em>, <em>terkish<\/em>, <em>sirba<\/em>, ecc.). Tuttavia, in certi pezzi (<em>taksim<\/em> o <em>do\u00efna<\/em> per esempio) o all&#8217;interno di un pezzo, ci possono essere dei passaggi non misurati: l&#8217;accompagnamento, spesso suonato alla fisarmonica o al cymbalum, si accontenta di tenere una nota o un accordo su cui il solista improvvisa la sua melodia.<\/p>\n<p>In origine, il tempo aveva una grande libert\u00e0 e fluttuava secondo l&#8217;atmosfera o il pubblico: doveva essere accelerato quando l&#8217;atmosfera si scaldava o rallentato quando una nonna entrava nella danza. Questo adattamento alle circostanze \u00e8 percepibile anche nel modo in cui i pezzi terminavano: una rapida ascesa cromatica che portava alla sequenza melodica e armonica VIII &#8211; V &#8211; I, suonata a tempo o pi\u00f9 spesso rallentata, permetteva di concludere il pezzo rapidamente e in qualsiasi momento secondo gli eventi (entrata della sposa, annuncio di un regalo, ecc.).<\/p>\n<p>Il klezmer tradizionale era una musica puramente funzionale, legata allo stile di vita ebraico ashkenazita. Oggi, le cose sono un po&#8217; diverse: come il jazz, il klezmer sta diventando un genere a s\u00e9 stante; \u00e8 suonato da artisti di tutte le origini e religioni, e si \u00e8 guadagnato le sue lettere di nobilt\u00e0 salendo sul palco. Bisogna dire che il particolarismo del klezmer \u00e8 cancellato dall&#8217;universalismo delle sue ispirazioni: un misto di musica popolare rumena, russa, polacca, ucraina, lituana, ungherese, greca, ottomana (turca o araba) e soprattutto zingara, il klezmer non \u00e8 forse una delle prime musiche &#8220;fusion&#8221;?<\/p>\n<p>Ma lasciando il suo ambiente e la sua funzione originaria, il klezmer rischia anche di perdere la sua identit\u00e0. E come ha notato la sociologa Barbara Kirshenblatt-Gimblett, passare dalla &#8220;musica tradizionale&#8221; alla &#8220;musica del patrimonio&#8221; non \u00e8 senza pericolo. <span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_10');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_10');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_48931_1_10\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">[10]<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_10\" class=\"footnote_tooltip\">Vedi KIRSHENBLATT-GIMBLETT Barbara, &#8220;La renaissance du klezmer : r\u00e9flexions sur un chronotope musical&#8220;, Cahiers de Litt\u00e9rature Orale, n\u00b044, 1998, pp. 229-262. Si veda in particolare il&nbsp;&#x2026; <span class=\"footnote_tooltip_continue\"  onclick=\"footnote_moveToReference_48931_1('footnote_plugin_reference_48931_1_10');\">Lire la suite<\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_48931_1_10').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_48931_1_10', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top center', relative: true, offset: [-7, 0], });<\/script>.<\/p>\n<p>Oggi, i musicisti klezmer oscillano tra rispetto, tradizione e modernit\u00e0. Alcuni sono fedeli nel riprodurre i suoni e gli arrangiamenti del passato. Altri hanno conservato la funzione paraliturgica del klezmer suonando per i matrimoni e le feste ebraiche. Gli ultimi, infine &#8211; di gran lunga i pi\u00f9 numerosi &#8211; sposano la loro musica, uno con la musica contemporanea, un altro con il jazz, il terzo con la world music&#8230;<\/p>\n<p>Ma dopo tutto, il klezmer non \u00e8 una musica da matrimonio?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.iemj.org\/it\/le-renouveau-du-klezmer-herve-roten-et-denis-cuniot\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-2949\" src=\"https:\/\/www.iemj.org\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/logo_clap_video.jpg\" alt=\"logo_clap_video.jpg\" width=\"90\" height=\"93\" align=\"left\" \/>Guarare la video sulla conferenza &#8220;Le renouveau du klezmer &#8211; Herv\u00e9 Roten et Denis Cuniot<\/a><\/p>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.iemj.org\/it\/les-danses-klezmer\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ascoltare la playlist Les danses klezmer<br><\/a><a href=\"https:\/\/www.iemj.org\/it\/la-musique-klezmer-1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ascoltare la playlist Le klezmer 1<\/a><br><a href=\"https:\/\/www.iemj.org\/it\/la-musique-klezmer-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ascoltare la playlist Le klezmer 2<\/a><br><a href=\"https:\/\/www.iemj.org\/it\/la-clarinette-dans-la-musique-klezmer\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ascoltare la playlist La clarinette dans la musique klezmer <\/a><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p><\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n<\/div><\/div>\n<div class=\"speaker-mute footnotes_reference_container\"> <div class=\"footnote_container_prepare\"><p><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_label pointer\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_48931_1();\">&#x202F;<\/span><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_collapse_button\" style=\"display: none;\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_48931_1();\">[<a id=\"footnote_reference_container_collapse_button_48931_1\">+<\/a>]<\/span><\/p><\/div> <div id=\"footnote_references_container_48931_1\" style=\"\"><table class=\"footnotes_table footnote-reference-container\"><caption class=\"accessibility\">References<\/caption> <tbody> \r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_48931_1('footnote_plugin_tooltip_48931_1_1');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_48931_1_1\" class=\"footnote_backlink\">1<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Come possiamo dimenticare che il popolo ebraico ha trascorso pi\u00f9 della met\u00e0 della sua esistenza al di fuori di qualsiasi casa nazionale? Tanto che il termine greco &#8220;diaspora&#8221; (dispersione), che si applicava solo agli ebrei sradicati, \u00e8 ormai entrato nel linguaggio comune per designare le minoranze etniche esiliate (diaspora cinese, armena, ecc.)!<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_48931_1('footnote_plugin_tooltip_48931_1_2');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_48931_1_2\" class=\"footnote_backlink\">2<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Una parte significativa della documentazione in questo articolo proviene dal sito web di Michel Borzykowski (<a href=\"http:\/\/borzykowski.users.ch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"footnote_url_wrap\">http:\/\/borzykowski.users.ch<\/span><\/a>) che ha fatto un notevole lavoro di riassunto dell&#8217;argomento. Vorrei ringraziarlo per questo.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_48931_1('footnote_plugin_tooltip_48931_1_3');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_48931_1_3\" class=\"footnote_backlink\">3<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Intervista con il cantore Shalom Berlinski (1918-2008) registrata da H. Roten il 24 settembre 2003.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_48931_1('footnote_plugin_tooltip_48931_1_4');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_48931_1_4\" class=\"footnote_backlink\">4<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Questa interazione tra ebrei e zingari \u00e8 il risultato di un destino comune (stesso status basso e stile di vita itinerante) cos\u00ec come una predilezione per la musica di influenza orientale. La <em>do\u00efna<\/em>, una canzone triste, \u00e8 un esempio di musica suonata da entrambe le parti. Infatti, uno dei creatori della musica ungherese-gitana, Mark Rozsav\u00f6lgyI (1787-1848), si chiamava in realt\u00e0 Mordchele Rosenthal. La sua orchestra zingara era composta interamente da ebrei travestiti da zingari.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_48931_1('footnote_plugin_tooltip_48931_1_5');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_48931_1_5\" class=\"footnote_backlink\">5<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">PAYEN Dominique, <em>La musique klezmer et les klezmorim de Berkeley<\/em>, tesi di master, Universit\u00e0 di Rouen, ottobre 1990, p. 31.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_48931_1('footnote_plugin_tooltip_48931_1_6');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_48931_1_6\" class=\"footnote_backlink\">6<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">SAPOZNIK Henry, Klezmer ! <em>Jewish Music from old World to Our World<\/em>, New-York, Schirmer books, 1999.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_48931_1('footnote_plugin_tooltip_48931_1_7');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_48931_1_7\" class=\"footnote_backlink\">7<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Il chassidismo \u00e8 un movimento mistico nato in Podolia nella prima met\u00e0 del XVIII secolo. Sostiene l&#8217;accesso al divino attraverso esperienze collettive ed estatiche basate in particolare sulla musica e la danza.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_48931_1('footnote_plugin_tooltip_48931_1_8');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_48931_1_8\" class=\"footnote_backlink\">8<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Lo <em>shtayger<\/em> (o <em>steiger<\/em>) &#8211; un termine che significa &#8220;modo&#8221; o &#8220;maniera&#8221; in yiddish &#8211; \u00e8 un modello melodico che serve come base per l&#8217;improvvisazione del cantore. Consiste in una scala specifica e in un insieme di formule melodiche caratteristiche.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_48931_1('footnote_plugin_tooltip_48931_1_9');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_48931_1_9\" class=\"footnote_backlink\">9<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Cf. AVENARY, Hanoch, \u201c<em>Shtayger<\/em>\u201c, Encyclopaedia Juda\u00efca, Jerusalem, Keter Publishing House, 1972, vol. 14, pp. 1464-1466.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_48931_1('footnote_plugin_tooltip_48931_1_10');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_48931_1_10\" class=\"footnote_backlink\">10<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Vedi KIRSHENBLATT-GIMBLETT Barbara, &#8220;<em>La renaissance du klezmer : r\u00e9flexions sur un chronotope musical<\/em>&#8220;, Cahiers de Litt\u00e9rature Orale, n\u00b044, 1998, pp. 229-262. Si veda in particolare il seguente passaggio: \u00ab<em>Uso il termine &#8216;patrimonio musicale&#8217; per distinguere tra la musica che \u00e8 parte integrante di un modo di vita e la musica che \u00e8 stata scelta per essere conservata, protetta, riverita e riscoperta, in una parola, un &#8216;patrimonio musicale\u2019 \u00bb<\/em>. (pp. 232-233)<\/td><\/tr>\r\n\r\n <\/tbody> <\/table> <\/div><\/div><script type=\"text\/javascript\"> function footnote_expand_reference_container_48931_1() { jQuery('#footnote_references_container_48931_1').show(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_48931_1').text('\u2212'); } function footnote_collapse_reference_container_48931_1() { jQuery('#footnote_references_container_48931_1').hide(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_48931_1').text('+'); } function footnote_expand_collapse_reference_container_48931_1() { if (jQuery('#footnote_references_container_48931_1').is(':hidden')) { footnote_expand_reference_container_48931_1(); } else { footnote_collapse_reference_container_48931_1(); } } function footnote_moveToReference_48931_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_48931_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: 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