
ARC Ensemble
Chandos Records Ltd – Collection Music in Exile
Quinto e nono volume della collana «Music in Exile», i CD Musica da camera di Dmitri Klebanov e Musica da camera di Ernest Kanitz, pubblicati da Chandos nel 2021 e nel 2025, ci fanno scoprire le opere ingiustamente dimenticate di due compositori ebrei, l’uno ucraino e l’altro austriaco, vittime dei totalitarismi del XX secolo.
Come per ciascuno dei volumi della collana « Music in Exile », il destino di questi due compositori è ampiamente documentato nei libretti da Simon Wynberg, direttore dell’ARC Ensemble (Artists of The Royal Conservatory), fondato nel 2002 e con sede in Canada.

Dmitri Klebanov (1907-1987)
Nato a Kharkiv il 25 luglio 1907 in una famiglia poco incline alla musica, Dimitri inizia a prendere lezioni di violino all’età di sei anni e tiene il suo primo recital un anno dopo. Sviluppa inoltre una passione per il pianoforte, improvvisando per diverse ore di seguito. Alla Scuola di musica di Kharkiv, Klebanov è il più giovane della sua classe. Nel 1923 viene ammesso all’Istituto di musica ed arte drammatica, dove è allievo del pedagogo e compositore Semion Bogatyrev. Al termine dei suoi studi, nel 1926, all’età di soli 19 anni, Klebanov ha già composto due quartetti per archi, un trio con pianoforte, diversi piccoli brani strumentali ed una serie di melodie, opere che saranno senza dubbio perdute o distrutte durante la seconda guerra mondiale. Nel 1927 viene assunto come violista dall’Orchestra dell’Opera di Leningrado.
Di ritorno a Kharkiv, Klebanov lavora con Herman Adler, primo direttore dell’Orchestra di Stato ucraina a metà degli anni ’30. Dirige poi l’Orchestra della Radio di Kharkiv, oltre a varie produzioni teatrali. Nel 1939, il Bolshoi produce il balletto per bambini Aistenok (Piccola Cicogna), basato sulla sua opera omonima. Segue un secondo balletto, Svetlana, anch’esso destinato ad un pubblico giovane, che comprende danze ucraine, bielorusse e tartare. Il suo Concerto per violino n. 1 viene creato nel 1940, anno del suo matrimonio con Nina Diakovskaia, allora direttrice del Conservatorio di Stato di Kharkiv.
Nel giugno 1941, quando la Germania invade l’Unione Sovietica, Klebanov fa parte dei circa centocinquantamila rifugiati ebrei evacuati a Tashkent, in Uzbekistan. Tra loro ci sono molti artisti, come il giovane compositore polacco Mieczysław Weinberg, l’attore Solomon Mikhoels, la scrittrice Nadejda Mandelstam e la poetessa Anna Achmatova. A Tashkent, Klebanov insegna e compone musica sia per il teatro che per il cinema.
Nel novembre 1943, le forze sovietiche riconquistano Kiev e la Wehrmacht, in ritirata, incendia la città già gravemente danneggiata. Di ritorno in Ucraina, Dimitri, Nina ed il loro neonato Yuri passano diversi mesi in questa città, costretti a vivere in un seminterrato infestato dai topi fino al maggio 1945, quando possono finalmente tornare a Kharkiv. A Kharkiv, Klebanov inizia a lavorare alla sua Prima Sinfonia, che dedicherà “Alla memoria dei martiri di Babi Yar”, il tristemente famoso burrone di Kiev dove, per due giorni alla fine di settembre del 1941, saranno assassinati circa trentacinquemila ebrei. Questa sinfonia viene eseguita per la prima volta a Kharkiv nel 1947, nell’ambito di un concerto interamente dedicato alla musica di Klebanov, che comprende il suo Concerto per violino n. 1 e l’Ouverture di benvenuto.

L’entusiasmo con cui fu accolta questa sinfonia le vale altre esecuzioni, a Kharkiv ed a Kiev, ma nel 1949 sorgono problemi quando viene candidata al Premio Stalin. La commemorazione delle vittime ebree piuttosto che sovietiche, attestata in particolare dall’uso di melodie tradizionali ebraiche e cantillazioni bibliche, fu condannata come «insolente» ed antipatriottica. Altre esecuzioni verranno vietate e Klebanov verrà denunciato come “nazionalista borghese” e “cosmopolita senza radici” (eufemismo abusato per gli ebrei). Nina parte immediatamente per Mosca per perorare la causa del marito. Prima della guerra è stata direttrice dello Studio d’Opera del Conservatorio di Mosca ed è ora direttrice del Ministero della Cultura dell’Ucraina. Il suo status darà senza dubbio peso alle sue suppliche e Klebanov non sarà né imprigionato né deportato. Quest’episodio lo getta tuttavia nell’ansia e nell’angoscia, uno stato d’animo comune a molti artisti sovietici dell’epoca. Entra quindi in un esilio interiore, costringendosi a limitare le sue capacità creative e le sue ambizioni estetiche secondo le direttive del potere sovietico. Il suo Quintetto con pianoforte, ad esempio, composto nel 1954, sarà oggetto di una commissione per commemorare il tricentenario del Trattato di Pereïaslav, con cui la Russia assumerà il controllo dell’Ucraina. L’Unione Sovietica celebra questa cosiddetta “grande alleanza ucraino-russa” con stravaganti festeggiamenti nazionali, che un lealista ucraino come Klebanov deve trovare al tempo stesso artificiosi e scomodi. Il suo contributo sarà un quintetto tanto magniloquente quanto prevedibile.

La riabilitazione professionale di Klebanov inizierà nell’era Krusciov. Nel 1960, l’Istituto di Kharkiv lo nomina professore associato. Dieci anni dopo, viene promosso professore ordinario di composizione ed orchestrazione ed impartisce il suo insegnamento ad una generazione di compositori ucraini, tra cui Viktor Sousline, Valentin Bibik, Vitali Houbarenko, Marc Karminski, Boris Jarominski e Vladimir Zolotoukhine. Nel 1966 Klebanov fa parte della giuria del Concorso Čajkovskij presieduto dal violinista David Oïstrakh e l’anno successivo viene proclamato “Artista onorario dell’Ucraina”. Nel 1968 il Comitato centrale dell’Ucraina propone a Klebanov la direzione dell’Unione dei compositori ucraini. Questo incarico richiede il suo trasferimento a Kiev, dove la sua carriera ha iniziato ad andare a rotoli, e l’offerta comporta una condizione irrinunciabile: Klebanov deve aderire al partito comunista. Egli rifiuta categoricamente, con la stessa fermezza con cui non ha mai accettato di associare il proprio nome alle denunce dei dissidenti e dei critici del regime.
A metà degli anni ’80, quando Klebanov era ormai un compositore affermato in Ucraina, riceve l’incarico di comporre un concerto per viola e Silhouettes japonaises, un brano per soprano, viola d’amore ed orchestra. Questi due brani sono gli unici ad aver beneficiato di una diffusione commerciale in Occidente, anche se l’etichetta discografica sovietica Melodiya ha registrato molte delle sue opere e la Radio ucraina ha spesso trasmesso la sua musica negli anni ’60 e ’70. Nello stesso periodo, diversi direttori d’orchestra gli chiederanno l’autorizzazione per eseguire la sua Sinfonia n. 1 dedicata ai martiri di Babi Yar, ma Klebanov sarà categorico sul fatto che la sua esecuzione successiva dovrà essere postuma. Sarà infine ripresa nel 1990, circa tre anni dopo la sua morte, avvenuta il 6 giugno 1987.

Il catalogo delle opere di Klebanov comprende nove sinfonie, diverse opere di musica da camera, due concerti per violino e due per violoncello, vari brani per violino e pianoforte, opere liriche, balletti, un centinaio di canzoni (la maggior parte delle quali rimangono inedite) e circa venti colonne sonore. Nel 1972 ha inoltre pubblicato a Kiev due importanti opere teoriche, L’arte dell’strumentazione ed I fondamenti estetici dell’strumentazione.
Sources : © 2021 Simon Wynberg – Livret du CD Chamber Works by Dmitri Klebanov

Ernest Kanitz (1894-1978)
Per molti aspetti, il percorso di Ernest Kanitz è simile a quello di altri compositori della collezione «Music in Exile». Nato il 9 aprile 1894 in una ricca famiglia ebrea viennese, Ernest Kanitz viene incoraggiato dalla madre, pianista, a dedicarsi alla musica. Inizia a prendere lezioni di pianoforte all’età di sette anni e già l’anno successivo compone le sue prime opere. Durante l’adolescenza lavora con Richard Heuberger, famoso critico e compositore appassionato di musica corale, e più tardi con Franz Schreker, senza dubbio il compositore-pedagogo più influente d’Europa.
Nel 1920, sposa Gertrud Reif, una pianista di talento che ha seguito i seminari di composizione di Arnold Schönberg. Nel 1922, ottiene un posto come professore di armonia, contrappunto e composizione al Nuovo Conservatorio di Vienna. Durante gli anni ’20 e ’30, le opere di Kanitz vengono eseguite al Festival di Salisburgo, in Germania, a Rotterdam ed a Parigi. Vengono anche trasmesse frequentemente alla radio, in particolare su Radio Wien. Ma Kanitz diventa famoso soprattutto come direttore del Wiener Frauen-Kammerchor (Coro da camera femminile di Vienna), da lui fondato nel 1930. Il coro si esibisce al Musikverein di Vienna, a Budapest, Brno e Parigi, conquistando un pubblico ampio ed entusiasta. I vari programmi del coro comprendono opere di Kodály, Honegger e Stravinsky, oltre a composizioni ed arrangiamenti dello stesso Kanitz. Il suo status viene riconosciuto nel 1933, quando entra a far parte del consiglio di amministrazione dell’Associazione dei compositori austriaci.

Sebbene si sia convertito al cristianesimo nel 1914, le sue origini ebraiche lo costringeranno a fuggire da Vienna dopo l’annessione dell’Austria alla Germania nazista. All’inizio di giugno del 1938, la famiglia Kanitz parte per i Paesi Bassi. Si embarcano sulla SS Veendam a Rotterdam e sbarcano ad Hoboken, nel New Jersey, il 26 luglio, con l’aiuto del Comitato americano per i rifugiati cristiani. Dopo un breve soggiorno a New York, Kanitz e sua moglie Gertrude si stabiliscono a Rock Hill, nella Carolina del Sud, dove lui ottiene un posto d’insegnante. Dopo la prematura scomparsa di Gertrude, stroncata da un tumore, Kanitz si trasferisce in California, dove intraprende una brillante carriera come insegnante presso la University of Southern California (USC). Qui incontra il compositore Ernst Toch, anch’egli di origini ebraico-viennesi, che diventerà un suo caro amico.

Nel 1960, il suo pensionamento dalla USC gli lascia molto più tempo per dedicarsi alla composizione, anche se continua ad insegnare ed a tenere conferenze. Gli anni ’60 sono quindi caratterizzati da una serie di successi notevoli. Il suo Concerto per fagotto (1962), eseguito per la prima volta nell’aprile 1964 dalla San Francisco Symphony Orchestra diretta da Josef Krips, viene poi inserito nel programma di Eugene Ormandy e della Philadelphia Orchestra, nonché di Zubin Mehta e della Los Angeles Philharmonic Orchestra. Sinfonia Seria (1963), la prima sinfonia di Kanitz, viene eseguita per la prima volta dall’Orchestra Sinfonica di Saint Louis sotto la direzione di Eleazar de Carvalho nell’ottobre 1964, mentre la sua Seconda Sinfonia (1965) viene eseguita da Josef Krips e dall’Orchestra Sinfonica di San Francisco nel dicembre 1968. Negli anni ’70, la sua carriera di insegnante e compositore rallenta progressivamente con il deteriorarsi della sua salute e della sua vista. Kanitz muore a Menlo Park, in California, il 7 aprile 1978 e viene sepolto accanto a Gertrud a Due West, nella Carolina del Sud.

Dopo la sua morte, la sua musica – che comprende più di quaranta opere per ensemble vocale, musica da camera, opera da camera e varie formazioni orchestrali – cade nell’oblio, come quella di tanti altri compositori emigrati.
Fonti: © 2025 Simon Wynberg – Comunicato stampa e libretto del CD Chamber Works by Ernest Kanitz
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