
Di Hervé Roten
Proveniente da una famiglia ebrea ungherese integrata[1]Già nel 1898, nell’ambito dell’emancipazione degli ebrei dell’Impero austro-ungarico voluta dall’imperatore Francesco Giuseppe, il padre di József, Bernát Kohn, magiarizza … Lire la suite József Kosma nasce il 22 ottobre 1905 a Budapest. Sua nonna, Hermina Naschitz, che ha imparato a suonare il pianoforte con Franz Liszt, incoraggia i suoi figli e nipoti a studiare musica. Appassionato di arte e teatro, József Kozma mette in scena spettacoli con sua zia Julianna, pianista, e compone musica dall’età di 11 anni. Il compositore e zio di József Kozma, Hugo Kellen, presenta suo nipote al compositore Léo Weiner, che incoraggia il bambino a perseverare nella musica.

Tuttavia, gli anni ’20 vedono l’ascesa dell’antisemitismo. Al liceo Francesco Giuseppe, il più prestigioso istituto di Budapest, subisce frequenti vessazioni razziste, insulti e risse. In seguito, gli viene impedito di proseguire gli studi universitari in letteratura e filosofia a causa dell’introduzione di un numerus clausus che limita il numero di studenti ebrei. Si orienta quindi verso la musica e segue i corsi di composizione musicale di Léo Weiner (1885-1960) ed Albert Siklós (1878-1942) all’Accademia Nazionale di Musica di Budapest. Una volta conseguito il diploma in composizione, diventa assistente direttore all’Opera di Budapest (1927-1928), poi direttore artistico del piccolo teatro d’avanguardia Cikk-Cakk (Zig-Zag), le cui audaci rappresentazioni, tipiche degli anni ruggenti, vengono rapidamente censurate.



Dopo aver ottenuto una borsa di studio nel 1929, Kosma prosegue la sua carriera a Berlino, dove segue i corsi di Hanns Eisler (1898-1962). Frequenta quindi il drammaturgo Bertold Brecht (1898-1956) ed il compositore Kurt Weill (1900-1950) [2]Eisler e Weill, di origine ebraica, e Brecht, comunista, si rifugiarono negli Stati Uniti durante il periodo nazista., entrambi impegnati nella diffusione della musica popolare, nonché la pianista Lilli Apel (1891-1975), che sposerà ufficialmente nel 1939.
Nel 1933, i coniugi Kosma scappano dal nazismo e trovano rifugio in Francia. Stabilitisi a Parigi senza un soldo, Lilli dà lezioni di pianoforte, mentre József accompagna corsi di danza. Nel 1935, nell’anticamera di un produttore cinematografico, incontra il poeta Jacques Prévert (1900-1977) al quale spiega che desidera scrivere canzoni. Gli dà il suo indirizzo. Passano diversi mesi e, un giorno, Prévert gli porta due testi che Kosma si affretta a mettere in musica. Conquistato, Prévert presenta Kosma ai registi Jean Renoir e poi Marcel Carné.

Per quest’ultimo compone la colonna sonora di Jenny nel 1936; per Jean Renoir quella di La Grande Illusion nel 1937. Gli anni ’30 sono anche l’occasione per Kosma di mettere in mostra il suo talento di folklorista[3]Seguendo l’esempio di Béla Bartók, che all’inizio del XX secolo raccogle la musica popolare ungherese.. Nel 1932 compone una Suite Exotique di 14 brani per pianoforte, ispirati a temi africani, arabi e cinesi, pubblicata nel 1936 da Pro Musica, poi nel 1937 una Suite Suédoise su vecchie canzoni popolari (XV e XVI secolo), per pianoforte conduttore e vari strumenti, edita da Eschig.
Nel 1940, mentre l’esercito tedesco si sta avvicinando a Parigi, Prévert convince i suoi amici e collaboratori ungheresi (Kosma, Brassaï, Trauner) a lasciare la capitale per rifugiarsi nel sud. Dopo diverse soste provvisorie, Kosma e sua moglie trovano rifugio presso una famiglia di Navarrenx, nel Béarn. Per ringraziarli, Kosma compone Les Esquisses Béarnaises: chants et danses des Pyrénées, una piccola suite per pianoforte in otto movimenti datata 1940, pubblicata dalle Editions Henn a Ginevra per evitare la sistematica spoliazione della SACEM nei confronti dei compositori ebrei in Francia.

Dopo Navarrenx, i coniugi Kosma soggiornano a Palavas-les-Flots, in uno chalet spartano dove soffrono il freddo. Senza nulla da fare, il compositore frequenta la biblioteca di Montpellier dove sceglie alcune canzoni popolari che arrangia per violino e pianoforte. Tre di esse vengono eseguite per la prima volta il 16 marzo 1941 a Palavas, durante un concerto di beneficenza a favore dei prigionieri di guerra.
Joseph Kosma ritrova Prévert a Tourrettes-sur-Loup, nelle Alpi Marittime, dove compone la colonna sonora di due dei film più famosi di Marcel Carné: Les Visiteurs du soir e Les enfants du Paradis. Non potendo firmarli in quanto ebreo, ricorre a prestanome come i pianisti e compositori Georges Mouqué (1901-1961) e Jean Marion (1912-1967). Dopo l’evacuazione della Costa Azzurra da parte degli italiani nel settembre 1943, Kosma si unisce alla resistenza di Thorenc nelle Alpi Marittime. Il 28 agosto 1944 viene ferito dall’esplosione di una mina sopra Vence. La sua famiglia, rimasta a Budapest, viene sterminata dai nazisti ungheresi negli ultimi giorni del 1944.

Di ritorno a Parigi nell’ottobre del 1944, Kosma diventa un compositore famoso grazie al successo di Les enfants du Paradis, uscito nel marzo del 1945. L’anno dopo, mette in musica 46 canzoni della raccolta di poesie Paroles di Prévert, che saranno pubblicate dalle Éditions Enoch nel 1946 e nel 1947. Le più famose (Les Feuilles mortes, Barbara, Je suis comme je suis, À l’enterrement d’une feuille morte…) saranno cantate per vent’anni da interpreti rinomati come Mouloudji, i Frères Jacques, Yves Montand, Francis Lemarque, Germaine Montero, Juliette Gréco, Cora Vaucaire, Catherine Sauvage… La ripresa nel 1949 negli Stati Uniti di Feuilles mortes, con il titolo Autumn Leaves con il testo di Johnny Mercer, la rende un classico che sarà interpretato dai più grandi nomi della canzone e del jazz.

Nell’ottobre 1948, Joseph Kosma ottiene la cittadinanza francese, un anno dopo aver incontrato Marie Merlin, la sua nuova compagna che per quasi un quarto di secolo lo assisterà nel suo lavoro e nelle sue battaglie. Nonostante la dolorosa separazione da Prévert nel 1951, gli anni ’50 segnano per il compositore un periodo intenso di creazione con diverse canzoni famose su poesie di Sartre, Queneau, Aragon, Desnos, nonché altre opere da riscoprire, scritte su testi di Jean-Marie Croufer, Henri Bassis e Madeleine Riffaud, questi ultimi due ex resistenti comunisti.
Il successo delle melodie e delle colonne sonore di Kosma oscurerà, con suo grande rammarico, la sua produzione di musica sinfonica, in particolare di balletti come Le Rendez-vous, creato a Parigi nel 1945 su una coreografia di Roland Petit, o L’Écuyère (1948), coreografato da Serge Lifar per Yvette Chauviré. Compone anche due opere: Les Canuts (1959) e Les Hussards (1969). Ma Kosma muore per un malore cardiaco il 7 agosto 1969 a La Roche-Guyon (Val-d’Oise) e non può assistere alla rappresentazione di quest’ultima opera, creata a Lione il 21 ottobre 1969.
Fonti:
- Bruno Brévan, Libretto del CD Joseph Kosma, A la belle étoile, Edition Hortus, dicembre 2025
- Christine Jolivet Erlih, Evocation de Joseph Kosma
- Elise Petit e Bruno Giner, Entartete Musik, Bleu nuit éditeur, 2015
- Joseph Kosma, pagina Wikipédia
Ascolta alcuni brani dal CD Joseph Kosma, A la belle étoile
| 1 | Già nel 1898, nell’ambito dell’emancipazione degli ebrei dell’Impero austro-ungarico voluta dall’imperatore Francesco Giuseppe, il padre di József, Bernát Kohn, magiarizza il proprio cognome conservandone solo l’iniziale: Bernát Kohn diventa così Bernát Kozma. Nel 1905, anno di nascita di József, fonda insieme alla moglie Zelma una scuola di stenodattilografia e stenotipia e pubblica diversi metodi di apprendimento della stenografia. |
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| 2 | Eisler e Weill, di origine ebraica, e Brecht, comunista, si rifugiarono negli Stati Uniti durante il periodo nazista. |
| 3 | Seguendo l’esempio di Béla Bartók, che all’inizio del XX secolo raccogle la musica popolare ungherese. |



