Strauss, Isaac (1806-1888)

di Laure Schnapper

Isaac Strauss nasce con il nome di Emmanuel Israel il 2 giugno 1806 a Strasburgo. Suo padre, barbiere di professione, suona il violino alle feste e senza dubbio ha dato le prime lezioni di violino a Isaac e suo fratello Maurice. I due fratelli formano un quartetto d’archi a Strasburgo con Simon e Salomon Lévy e si rendono a Parigi dove Strauss entra al Conservatorio nella classe del grande violinista Pierre Baillot il 31 gennaio 1828. Ne esce un anno e mezzo dopo, interrompendo gli studi per guadagnarsi da vivere.

Ha infatti ottenuto un posto come violinista al Teatro Italiano, dove Rossini continua a dominare il repertorio. Strauss resterà vicino a Rossini, al quale dedicherà uno dei suoi valzer, e parteciperà ai suoi funerali. Nel 1981, Claude Lévi-Strauss, suo pronipote, scrive:

“Mia nonna amava dire che, credo all’età di sette anni [ca 1849], baciata sulla fronte da Rossini, aveva giurato di non lavarsi mai il viso per mantenere intatta la traccia di quelle labbra divine”.

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Tuttavia, questa attività presso il Teatro Italiano non è sufficiente per far vivere un musicista ed è obbligato di suonare nelle case di ricchi benestanti ed ai balli pubblici. In estate lo si trova nelle città termali, Plombières (nei Vosgi) e poi Aix-les-Bains (in Savoia).

Allo stesso tempo, Strauss dirige delle orchestre da ballo; il suo nome appare nella stampa musicale nel gennaio 1842, quando dirige i balli in maschera all’Opéra-Comique. E’ alla fine dello stesso mese che Berlioz dedica la famosa rubrica del Journal des débats (ripreso nelle Mémoires), il che dimostra che aveva già acquisito una solida reputazione, e che l’omonimia con gli Strauss di Vienna gli pone problema.

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Nell’estate del 1842, grazie alle numerose relazioni che stringe animando i balli di Aix-les-Bains, la sua fama supera i confini della Francia: si occupa in particolare della musica alle nozze del Duca di Savoia, il futuro Vittorio Emanuele II (1820-78), Re d’Italia. Per l’occasione recluta un’orchestra di 115 musicisti e si esibisce davanti alla corte a Genova.

La sua reputazione è ormai consolidata. Il ministro del commercio di Louis-Philippe, che stava cercando di sviluppare la città termale di Vichy, gli propone nel 1843 di diventare direttore dei Saloni dello Stabilimento Termale di Vichy. Strauss ha il monopolio del tempo libero, in cambio del quale accetta di far eseguire degli ampliamenti. E’ così all’origine dello sviluppo di Vichy (dal 1852 al 1869 il numero dei bagnanti passa da 5.000 a 25.000), dove si fa costruire una villa nel 1858, dove accoglie Napoleone III durante le sue cure nel 1861 e nel 1862, tuttora esistente con il nome di Villa Strauss.

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Una volta a Vichy, Strauss vede susseguirsi i suoi successi: nel 1847 crea le musiche per il doppio matrimonio alla corte di Madrid (Isabella II di Spagna sposa suo cugino e sua sorella Dona Luisa il duca di Montpensier, il figlio più giovane del re dei Francesi) e compone il valzer Il doppio matrimonio, nonché un valzer per ciascuna delle spose (Luisa Wals, per la duchessa di Montpensier ed infante di Spagna, El Besamanos (il bacio-mano) alla regina Isabella II. Riceve come ringraziamento un anello con un rubino ornato di diamanti che Henriette Nizan dice di aver gettato per errore nel fuoco, messa alle strette dai tedeschi durante l’Occupazione

Pochi mesi dopo questo doppio matrimonio, dove dimostra il suo valore davanti a Louis-Philippe e conosce Eugénie de Montijo la futura imperatrice, succede a Jean-Baptiste Tolbecque alla direzione dei balli della corte di Louis-Philippe e del ballo del Giardino d’inverno sugli Champs-Elysées.

La sua reputazione è ormai talmente affermata che, due mesi dopo, i rivoluzionari del 1848 lo invitano ad organizzare la musica per la festa repubblicana a Versailles; sotto il Secondo Impero, Strauss sale l’ultimo gradino della sua ascesa ottenendo nel 1854 il privilegio dei balli dell’Opera succedendo a Philippe Musard, incarico che mantiene fino al 1872. È in particolare lui che compone la Marcia Imperiale che accompagnava l’ingresso dei sovrani.

Il suo lavoro, composto unicamente di musica da ballo (in gran parte dei valzer, ma anche delle polke, quadriglie e altri balli dedicati alle più grandi figure del suo tempo) è ormai dimenticato ed è noto soprattutto per le sue collezioni d’arte, in particolare Judaica, che sono all’origine del Museo di Arte e Storia dell’Ebraismo.

Scopri di più sulla polka di Hanukkah di Isaac Strauss

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