
Of a World That Is No More - Klezmer treasures from Vernadsky National Library of Ukraine
Angelo Baselli (Clarinet), Gianluca Casadei (Accordion)
Edition Da Vinci Classics, 2025
Musique d’un monde qui n’est plus…
Questo è il titolo del CD interpretato dal clarinettista Angelo Baselli e dall’accordionista Gianluca Casadei. Quel mondo è quello degli shtetl[1]Letteralmente: piccoli villaggi o cittadine dove gli ebrei vivevano spesso in condizioni di estrema povertà, alternando periodi di calma a periodi difficili (pogrom, carestie, miseria…). In questi villaggi, la vita ebraica era regolata da forti tradizioni che affondavano le loro radici in un’intensa pratica religiosa. Gli chassidim erano particolarmente presenti nella zona di residenza e i loro canti (nigunim) venivano intonati regolarmente. I musicisti itineranti (Klezmer) si guadagnavano faticosamente da vivere esibendosi soprattutto durante i matrimoni. L’insieme di queste pratiche musicali ha finito per tessere una tradizione propria degli ebrei dell’Europa dell’Est.
A partire dal 1911, Shalom (Shlomo) An-ski (1863-1920)[2]Autore, tra l’altro, dell’opera teatrale Il Dibbuk, un grande classico della letteratura yiddish si rese conto che quelle tradizioni stavano andando perdute. Organizzò quindi, tra il 1912 ed il 1914, due spedizioni etnografiche negli shtetl della Volinia e della Podolia, che permisero di raccogliere in oltre 70 villaggi decine di migliaia di documenti di ogni genere, tra cui più di 2.000 racconti e leggende, 1.500 canti popolari e più di 1.000 melodie sinagogali e strumentali, centinaia di foto di sinagoghe, cimiteri ed altri luoghi della vita ebraica, senza dimenticare la registrazione di proverbi, incantesimi ed altre usanze emblematiche della vita degli shtetl[3]Cfr. l’articolo “An-ski: Ethnographic Expedition and Museum”, di Benyamin Lukin su https://encyclopedia.yivo.org/article/2074. A queste spedizioni presero parte numerosi musicisti, musicologi e folkloristi di fama, come Joel Engel o Zusman Kisselgof. Queste furono bruscamente interrotte nel 1914 con lo scoppio della prima guerra mondiale. Una parte dei documenti raccolti fu esposta al Museo ebraico di San Pietroburgo, che aprì brevemente i battenti nel 1917, poi di nuovo nel 1923, prima di chiudere definitivamente nel 1929. Nel 2000, la maggior parte degli oggetti rimanenti si trovava al Museo russo di etnografia di San Pietroburgo, mentre la maggior parte dei manoscritti e delle registrazioni audio era conservata a Kiev, presso la Biblioteca nazionale Vernadskij dell’Ucraina.

Nel 2017, grazie a una collaborazione tra l’Università delle Arti di Tokyo ed il Klezmer Institute di New York, è nato il Progetto Manoscritti Digitali Kiselgof-Makonovetsky ((KMDMP). L’obiettivo del KMDMP è quello di rendere accessibili a tutti i manoscritti inediti della spedizione An-Ski. La collezione comprende due parti principali: in primo luogo, il materiale raccolto dallo stesso Kisselgof; in secondo luogo, l’antologia manoscritta di brani nuziali, compilata dal violinista-ricercatore Avraham-Yehoshua Makonovetsky (1879–1941), conservata insieme ai documenti di Kisselgof nella sezione Manoscritti della Biblioteca Nazionale Vernadsky dell’Ucraina. Ricchi di annotazioni tecniche e istruzioni liturgiche, questi manoscritti sono ben più che semplici spartiti: sono documenti viventi che testimoniano la pratica dei musicisti klezmer, consentendo così di restituire le voci e i suoni di un mondo che non esiste più.

Il repertorio della musica klezmer è molto variegato. Comprende sia canti sinagogali e melodie chassidiche, sia musica popolare slava e rom. A ciò si aggiunge un repertorio più ampio che comprende danze in voga in tutta Europa: quadriglie, passi spagnoli, polke e valzer. Il CD Fun a Velt Vos iz Nishto Mer illustra magnificamente questa diversità di stili presentando 15 brani, tra cui nigunim, sequenze di danze (Khosidl, Freilekh, Sher, Terkisher…) slave ed europee (Mazurka, Terkish «alla ebraica», poiché una parte di questa danza riprende la melodia dell’opera La juive di Fromental Halévy). La seconda parte del disco ruota attorno alle musiche nuziali, come bazetsn di kale cantato dal maestro di cerimonie (il Badkhan) durante l’insediamento della sposa e l’inizio del rituale, seguito da diverse danze (Zhok, Freylekh, Yidisher Tants…).

Vincitore di numerosi concorsi nazionali ed internazionali, Angelo Baselli è un clarinettista italiano che si è esibito regolarmente in diverse formazioni di musica da camera, orchestre sinfoniche e compagnie liriche. Oltre alla sua attività di musicista di formazione classica, ha sviluppato una passione per la musica popolare, con un interesse particolare per la musica klezmer, ambito in cui ha diretto diversi progetti, tra cui la realizzazione di questo CD Fun a Velt Vos iz Nishto Mer.
Gianluca Casadei ha studiato fisarmonica classica con Patrizia Angeloni al Conservatorio O. Respighi di Latina e successivamente jazz con Renzo Ruggieri all’Istituto G. Braga di Teramo. Ha partecipato a numerose masterclass e si è esibito con molti artisti quali il Cliff Korman Ensemble, Tinto Penaflor, Paolo Vivaldi, Giuliano Sangiorgi (Negramaro), Alessandro Mannarino… Ha inoltre registrato e composto numerose musiche per il teatro, il cinema e la televisione. Infine, si è impegnato in progetti associativi che hanno portato, in particolare, alla produzione di un CD che vede protagonisti detenuti e musicisti professionisti.
Per saperne di più sul progetto KMDMP
Guarda i video su YouTube del KMDNP Project

| 1 | Letteralmente: piccoli villaggi o cittadine |
|---|---|
| 2 | Autore, tra l’altro, dell’opera teatrale Il Dibbuk, un grande classico della letteratura yiddish |
| 3 | Cfr. l’articolo “An-ski: Ethnographic Expedition and Museum”, di Benyamin Lukin su https://encyclopedia.yivo.org/article/2074 |



