Se réinventer au présent

I giudeo-spagnoli di Francia. Famiglia, comunità e patrimonio musicale

di Jessica Roda

I giudeo-spagnoli di Francia. Famiglia, comunità e patrimonio musicale

Ricercatrice invitata presso la Columbia University (USA) e ricercatrice postdottorante presso l’Università Concordia (Canada), Jessica Roda è antropologa ed etnomusicologa. Nel dicembre 2012, con la supervisione congiunta dell’Università Paris 4 Sorbonne e dell’Università di Montreal, ha conseguito la sua tesi di dottorato sul tema “Vivere la musica giudeo-spagnola in Francia. Dalla ricerca alla patrimonializzazione, l’artista e la comunità”.

Il libro che ha pubblicato nel 2018 presso le Edizioni Presses Universitaires de Rennes Reinventarsi al presente – I giudeo-spagnoli di Francia – Famiglia, communità e patrimonio musicale proviene direttamente dal suo lavoro di tesi.

Nella prima parte di questo libro, Jessica Roda si interroga sul processo di costruzione dell’identità giudeo-spagnola, prima in Spagna, poi nell’impero ottomano ed infine in Francia. In Francia, diverse associazioni promuoveranno, dall’inizio degli anni ’80, la rinascita di una vita culturale giudeo-spagnola, che si esprime in particolare nell’organizzazione di concerti in cui la musica associata alla lingua permette di far rivivere un patrimonio dimenticato. Questi concerti permettono l’emergenza di artisti specializzati nel canto giudeo-spagnolo, come Sandra Bessis, Stella Gutman, Hélène Obadia, Marlène Samoun…

Il repertorio di questi artisti si è costituito partendo da notazioni musicali (dovute in particolare alle raccolte etnografiche di Alberto Hemsi (1898-1975), Léon Algazi (1890-1971) e Isaac Lévy (1919-1977)) nonché dalle prime incisioni della musica giudeo-spagnola iniziate nell’impero ottomano nel 1906-1907 (Salomon Effendi, Haim Effendi, Isaac Algazi, Jacob Algava, Albert Beressi…).

Negli anni ’50 e ’60, periodo caratterizzato dal revivalismo culturale, i giudeo-spagnoli, presenti principalmente negli Stati Uniti, in Israele, Francia e Belgio, formano una comunità transnazionale alla ricerca di marcatori di identità. In Francia, il revival giudeo-spagnolo inizia nel 1982 con la pubblicazione del CD Romances di Esther Lamandier, seguito dalle registrazioni di Hélène Engel (La Serena, 1988) e di Françoise Atlan (Romances sefardies, 1992). Negli anni 2000, la cantante israeliana Yasmin Lévy raggiunge una forte notorietà grazie alla sua interpretazione del repertorio giudeo-spagnolo che mescola in particolare con il flamenco.

Nella seconda parte del suo libro, Jessica Roda si propone di analizzare le attuali pratiche musicali giudeo-spagnole francesi. In particolare, dimostra l’esistenza di interazioni tra la scena giudeo-spagnola – a volte personificata da artisti che non appartengono a questa tradizione –, le istituzioni pubbliche o comunitarie giudeo-spagnole che si rivolgono a questi artisti e le famiglie nelle quali questo patrimonio si perpetua adattandosi, nello stesso tempo, al suo nuovo contesto d’utilizzazione (il palcoscenico) ed alla sua nuova funzione (affermazione identitaria).

Questo studio mette in evidenza il fenomeno della patrimonializzazione dell’attuale repertorio giudeo-spagnolo. Questa patrimonializzazione delle pratiche musicali, tesa a stabilire una filiazione diretta tra la Spagna medievale prima della cacciata e gli ebrei sefarditi di oggi, consente ai giudeo-spagnoli di distinguersi dalle altre componenti della comunità ebraica francese, soprattutto ashkenaziti o nordafricani, ma anche di fronte ai non ebrei. Per effetto boomerang, questo patrimonio ricostruito viene reiniettato nelle famiglie giudeo-spagnole che, pur non illudendosi sull’autenticità di questa musica, se ne riappropriano al punto da considerarla un importante elemento di riferimento culturale. La musica diventa allora lo specchio di un’identità ricostituita e di un ritrovato orgoglio.

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Ascoltare l’emissione radiofonica Reinventarsi al presente : storia musicale della diaspora giudeo-spagnola in Francia

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